Violenza sui minori
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I valori cui ci ha abituato la nostra cultura sono quelli del rispetto del più debole, quindi per esempio, dell’anziano, della donna e del bambino. Tuttavia nelle pieghe di una società spesso ignara di se stessa, dove può consumarsi una tragedia a fianco casa tua e magari neanche te ne accorgi, accadono fatti orribili. La violenza di un genitore frustrato, per esempio, che si scarica tutto sul figlio impotente. Oppure alcuni bambini fotografati e violentati, bambini sedotti e sfruttati per scopi economici. Insomma, la violenza sui minori e sui più deboli c’è ed è a mille sfaccettature. Certo non sempre è possibile conoscere i casi di violenza sui minori perché raramente essi sono denunciati. Ciò accade per vari motivi: la giovinezza, l’inesperienza, spesso la vergogna della stessa vittima, l’imposizione della famiglia, l’ignoranza, la paura. Per questo motivo si sono sviluppati strumenti che coniughino la discrezione e la tutela di chi lo usa come il “telefono azzurro”, il “telefono rosa” ecc… il fine di queste iniziative è quello di offrire un mezzo con il quale i più giovani e i più deboli possono cercare aiuto e ritrovare, effettivamente, una protezione per superare momenti critici o difficili. Lo spettro dell’intervento di queste associazioni è molto ampio: non riguarda solo i casi di violenza fisica, ma anche le difficoltà ce sorgono da problemi familiari. Pensiamo per esempio alla mancanza di mezzi di sostentamento, della casa, del posto i lavoro, dei soldi per procurarsi medicine o per andare a scuola. Questi sono problemi che causano un grandissimo disagio nel giovane. Vale la pena in questi casi di rimuovere, le cause che hanno portato a queste situazioni. In ogni caso, è assurdo che bambini, che qui in Italia frequentano le scuole elementari in altri paesi siano impiegati in lavori che non permettono loro i dedicarsi all’educazione, alla formazione e al gioco, cioè a quelle che devono essere le attività caratteristiche della loro età. Quello che un bambino può fare dovrebbe dipendere dalla sua età, e non dalla nazione in cui si trova a vivere. (Natillo Roberto) |