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Gianfranco
Fini nasce a Bologna il 3 gennaio 1952 da Argenio (detto Sergio) e da Erminia
Danila Marani. La famiglia appartiene alla media borghesia bolognese, e non ha
una particolare tradizione politica. Il nonno paterno Alfredo era militante
comunista, mentre il nonno materno Antonio Marani, ferrarese, fascista della
prima ora, aveva partecipato alla marcia su Roma con Italo Balbo. Il padre
Argenio era stato volontario della Repubblica sociale italiana, nella divisione
di fanteria di marina "San Marco", ed iscritto all'Associazione nazionale
combattenti della RSI. Un cugino di Argenio, Gianfranco Milani, morì a
vent'anni, ucciso dai partigiani, nei giorni seguenti il 25 aprile 1945: in sua
memoria il primogenito è stato battezzato Gianfranco.
Il giovane Gianfranco Fini inizia i suoi studi al ginnasio per
passare poi all'istituto magistrale, dove termina gli studi nel 1971 con ottimi
profitti. Nel 1969 inizia ad avvicinarsi alle ideologie dell'MSI (Movimento
Sociale Italiano). Si avvicina all'organizzazione studentesca dell'MSI, la
Giovane Italia (poi confluita nel Fronte della gioventù), senza peraltro
intraprendere una vera e propria militanza politica.
Con la famiglia si trasferisce da Bologna a Roma, dove il padre era
stato nominato direttore di filiale della compagnia petrolifera Gulf. Gianfranco
si iscrive al corso di pedagogia della Facoltà di magistero presso La Sapienza
di Roma. Si iscrive inoltre alla sezione dell'MSI del suo quartiere.
Grazie alla sua preparazione culturale Gianfranco Fini diviene in breve una
figura di rilievo dell'organizzazione giovanile missina: nel 1973 viene nominato
responsabile della scuola del Fronte della gioventù di Roma dal futuro deputato
Teodoro Buontempo (allora segretario provinciale del Fronte) e cooptato nella
direzione nazionale dell'organizzazione.
Fini incontra difficoltà a frequentare regolarmente le lezioni
universitarie perché preso di mira dagli estremisti di sinistra del suo
quartiere, tuttavia completa rapidamente il corso di studi e nel 1975 consegue
la laurea in Pedagogia con indirizzo psicologico, con la votazione di 110 e
lode, discutendo una tesi su i decreti delegati e le forme di sperimentazione e
partecipazione all'interno della scuola, con attenzione specifica alla
legislazione italiana.
Dopo la laurea Gianfranco Fini insegna lettere per un breve periodo presso una
scuola privata.
Nelle elezioni amministrative che si svolgono contemporaneamente
alle politiche del 20 giugno 1976 Fini è candidato al consiglio provinciale di
Roma per il MSI-DN nel collegio Nomentano-Italia; ottiene il 13 per cento dei
voti, e non viene eletto.
Nell'agosto 1976 inizia a prestare il servizio militare a Savona,
poi al distretto militare di Roma e al ministero della Difesa. Durante la ferma
non interrompe l'attività politica: è proprio in questo periodo che la sua
carriera politica ottiene una svolta decisiva che fa di lui il "delfino" in
pectore di Giorgio Almirante, segretario
nazionale e leader indiscusso dell'MSI dal 1969.
Nel 1980 il suo nome viene iscritto nell'elenco dei professionisti
dell'ordine dei giornalisti di Roma.
Nel 1983 Gianfranco Fini viene eletto per la prima volta deputato. Quattro anni
dopo assume l'incarico di segretario dell'MSI, ma nel 1990 al Congresso di
Rimini al suo nome viene preferito quello di Pino Rauti. Solamente un anno dopo
Fini riconquista il ruolo di segretario.
Nel novembre del 1993 si presenta come candidato sindaco per la
città Roma: lo sfidante è
Francesco Rutelli.
Fini gode dell'appoggio di
Silvio Berlusconi,
non ancora entrato in politica.
Rutelli vincerà al
ballottaggio.
L'anno seguente, alla vigilia dell'elezioni, Fini decide di
trasformare l'MSI e, rinunciando alla vecchia ideologia missina, fonda Alleanza
Nazionale (è ufficialmente eletto Presidente al congresso di Fiuggi, all'inizio
del 1995) che si allea a Forza Italia, il nuovo partito fondato da
Silvio Berlusconi. Il successo è ottimo,
addirittura superiore alle aspettative.
Alle politiche del 1996 An si ripresenta con il Polo, ma perde. Il
risultato è deludente anche alle europee del 1998, quando nel tentativo di
sfondare al centro si allea con Mario Segni: An non va oltre il 10 per cento.
Con quest'ultimo conduce anche la battaglia dei referendum per le riforme
istituzionali che però non ottengono il quorum. Alle regionali del 2000 An
alleata sempre con il Polo ottiene buoni risultati portando due candidati,
Francesco Storace e Giovanni Pace,
rispettivamente alla presidenza del Lazio e dell'Abruzzo.
Alle politiche del 2001 Fini si presenta con la Casa delle libertà.
Il 13 maggio la larga affermazione del centrodestra gli vale il ruolo di
Vice-Presidente del Consiglio dei Ministri nel secondo governo
Berlusconi, nonostante An esca un po'
ridimensionata dalle elezioni.
Con le dimissioni da ministro degli esteri di Renato Ruggiero
(gennaio 2002) viene candidato da più parti a prenderne il posto. Sarà poi lo
stesso presidente
Berlusconi ad assumere
l'incarico ad interim.
Il 23 gennaio 2002 il premier
Silvio
Berlusconi candida Fini come rappresentare dell'Italia alla Convenzione
Ue per le riforme istituzionali.
In una storica ed emblematica visita in
Israele presso lo Yad Vashem (museo
dell'olocausto costruito nel 1957 sul colle del ricordo a Gerusalemme, in
memoria dei 6 milioni di ebrei uccisi dal nazifascismo) alla fine di novembre
del 2003, Fini sul libro dei visitatori scrive "Di fronte all'orrore della
Shoah simbolo dell'abisso di infamia in cui può precipitare l'uomo che disprezza
Dio, sale fortissimo il bisogno di tramandare la memoria, e di far sì che mai
più, in futuro, sia riservato anche a un solo essere umano ciò che il nazismo
riservò all'intero popolo ebraico". Poco prima aveva ricordato "le pagine
vergognose" della storia, tra cui le "infami leggi razziali volute dal
fascismo". Con questo gesto e con queste parole Gianfranco Fini sembra voler
tracciare una definitiva linea di separazione dal passato storico del suo
partito.
Abile comunicatore, leale, stimato da alleati e avversari per la
sua correttezza e professionalità, Gianfranco Fini ha assunto il compito storico
di dare alla destra italiana un'immagine moderna ed europea, ispirata più alla
politica del presidente francese Chirac piuttosto che a quella di
Le Pen. L'opportunità per rafforzare
l'immagine del suo partito a livello europeo, e, in generale quella del paese a
livello internazionale si presenta dal 18 novembre 2004, giorno dal quale Fini è
nominato Ministro degli Affari Esteri.
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