Finanziaria 2006, da paura!

Sono passati sei mesi dall’elezioni, cinque dall’insediamento del governo Romano Prodi, un decimo della legislatura. È tempo di fare un piccolo resoconto sull’operato dell’attuale governo, Finanziaria, indulto, soldati all’estero, caso telecom, liberalizzazioni: la materia c’è, il voto è una netta bocciatura! Secondo gli ultimi sondaggi, il governo prodi ha deluso le aspettative degli italiani il 57% dei quali ammette di preferire il centro-destra. Causa principale dopo l’indulto è senza dubbio la finanziaria 2006.

Una finanziaria da paura dunque quella ideata dal governo Prodi, capace persino di far scendere in piazza i mansueti uomini di AN che per una volta hanno deciso di comportarsi come i loro avversari organizzando manifestazioni in tutte le principali piazze italiane.

Si prepara dunque ad un opposizione dura Silvio Berlusconi, la nostra lotta dice partirà dal Parlamento ma poi annuncia insieme agli altri leader del centrodestra si sposterà pure nelle piazze. Meno d’accordo nello scendere in piazza si è dimostrato Pier Ferdinando Casini che preferisce le aule Parlamentari alle <Scampagnate> tanto amate dalla sinistra. Dopo aver ascoltato le parole accusatrici di Padoa schioppa nei confronti dei ricchi (provenienti dal manifesto comunista), Casini si è finalmente reso conto della grande ipoteca che l’estrema sinistra ha messo sull’intera legislatura e di come i partiti moderati si facciano soggiogare dai minoritari partiti di estrema sinistra.

È una manovra fiscale che colpisce il ceto medio quella voluta dal governo Prodi, la tassazione Irpef infatti aumenta già a partire da 30 mila euro di reddito a causa dei nuovi meccanismi che sostituiscono le deduzioni per carico di famiglia, mentre per i contribuenti senza oneri familiari la tassazione è prevista solo a partire da 40 mila euro di reddito! Immutata è invece l’aliquota per la tassazione dei grandi redditi ferma al 43%, dunque vengono risparmiati proprio i grandi capitali, su cui la sinistra ha sempre incentrato le su lotte.  Anche nella maggioranza sempre più voci chiedono che essa venga modificata in Parlamento, lo stesso Mastella sollecita i correttivi che vadano in contro al ceto medio ingiustamente tartassato dalla manovra. Certo una manovra del genere cade come un fulmine a ciel sereno, in un contesto economico molto delicato per l’Italia. Finalmente infatti il pil cominciava a dare segnali di netta ripresa, ed è un peccato stroncare questa ripresa con una tassazione così assurda che svuota completamente le tasche già provate degli italiani. D’altronde cosa ci si poteva aspettare da un ministro dell’economia il cui passato da banchiere europeo pone come unico obiettivo il rientro dei parametri di Maastricht in tempi ben più rapidi di quelli consentiti. Senza trascurare la complicità di Romano Prodi, che prima ha accontentato partiti e partitini elargendo loro blasonate poltrone, si pensi al ministero di giustizia, poi ha acconsentito a ciascuna richiesta di ogni singolo partito elaborando una finanziaria che non è altro che un mix di richieste della maggioranza.

(Rabuano Roberto)

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