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Le
elezioni amministrative hanno confermato il tanto discusso voto del 9 e 10
aprile, è chiaro infatti che la tanto sperata riscossa della casa delle libertà
non c’è stata. Con Rocco Bottiglione che a Torino ha incassato una netta
batosta, poco meglio hanno fatto invece Alemanno a Roma e Malvano a Napoli. Già
proprio Napoli ormai da anni in mano alla sinistra, non si è avuto infatti il
cambio di guardia tanto sperato da Berlusconi. Eppure gli ultimi anni di
amministrazione della Iervolino sono stati terrificanti sotto tutti i punti di
vista, Napoli è una città morta, il tasso di disoccupazione è sempre in
crescendo, per non parlare della criminalità che senza dubbio non fa onore ad
una città straordinaria come Napoli.
Numeri crudeli dunque per chi aveva coltivato la grande illusione di fermare la
grande macchina di potere Bassoliniana. Numeri che rappresentano uno schiaffo
doloroso per chi aveva sognato di dare una spallata a un centro-sinistra
insediato ormai da trentenni sotto varie forme a Palazzo San Giacomo. “E meno
male che avevamo fatto l’accordo con la camorra “ ironizza Mario Landolfi
scorrendo i dati dei quartieri più a rischio che risultano in mano all’unione
con una schiacciante differenza. Malvano poteva essere l’uomo giusto per Napoli,
ex questore ribattezzato poliziotto di ferro per la sua tenacia e per il suo
credere fervidamente nella giustizia. Non molla Malvano che rilancia:”Farò
opposizione col coltello tra i denti” .
Per fortuna però non ci sono solo Napoli Roma e Torino, il centrodestra infatti
si riprende le province di Pavia Imperia e Treviso. Probabilmente il risultato
elettorale ha penalizzato la casa delle libertà per via della bassa affluenza
dunque tutto sarebbe rimandato al 25 giugno quando si avrà il referendum sulla
devolution, La Russa(AN) spiega le sue ragioni: si al federalismo sostenibile
che non ha nulla a che vedere con la secessione, è una riforma che dà più poteri
al premier, impedisce i ribaltoni e dimezza il numero dei deputati.
(Rabuano Roberto)
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